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Paola Aspri - 11 Luglio 2003


I PICARI RENDONO OMAGGIO A FIORENZO FIORENTINI IN
"PIU' STUPIDI DI COSI'..."

La demenziale e surreale comicità dei Picari questa volta si accompagna alla verve dello scomparso romano doc Fiorenzo Fiorentini, e in onore di questo grande personaggio dello spettacolo capitolino, gli irriverenti attori nati dalla costola di Gigi Proietti, creano una rappresentazione che l’interprete romano aveva cominciato a scrivere appositamente per la dinamica attoriale dei tre presenziatori. Il Giardino degli Aranci, luogo suggestivo e casa estiva di Fiorenzo Fiorentini, diventa così boccascena ideale per proseguire l’eredità comica del suo patron.

Nasce Più stupidi di così..., un insieme di sketch che ripercorrono la storia del varietà, della farsa e di quegli intermezzi che Fiorentini aveva nel trascorso regalato a piene mani al suo pubblico. Roberto D’Alessandro, Augusto Fornari, Marco Simeoli si sposano perfettamente a Monica e Roberta Fiorentini che portano in scena il pensiero e l’azione paterna, giocando con grande professionalità con le confuse e divertenti esternazioni dei loro compagni. Un palcoscenico dove accade di tutto ed anche i siparietti più lapalissiani lasciati all’inventiva dei Picari si colorano di nuovo, le improvvisazioni si avvicendano senza tregua muovendo il pubblico a ridere repentinamente.

E’ il fascino della diretta dove i nostri protagonisti esordiscono alla "grande", riproponendo pezzi della storia dell’avanspettacolo, attraverso macchiette, divette improbabili, travestimenti impossibili, rifacimenti di opere con l’ausilio del playback e di attori che assomigliano a parodistiche realtà. Non possono mancare in una rappresentazione dove il "riso" bacia chiunque, il momento dei "Maghi", che anche se demenziale, per certi versi riporta in auge dinamiche del teatro dei fratelli De Filippo, quando calcavano le scene del Teatro Kursaal.

Involontariamente I Picari e Fiorenzo Fiorentini pescano nel grande baule della scrittura partenopea, non tralasciando neanche Eduardo Scarpetta, ma adattandola alla battuta a raffica dei comici moderni, un po’ televisivi, reattivi non solo al passato, ma anche ad un presente in continua evoluzione. La bravura tocca tutti, nessuno escluso, ma Marco Simeoli è al timone del gruppo e ludicamente si avantaggia sugli altri attraverso la sua napoletanità, muovendo i compagni ad esaltanti acrobazie verbali e azioni catastroficamente divertenti.

L’energia e la creatività non mancano ad interpreti che si mettono in discussione per il piacere di piacere.

Il coordinamento scenico è a cura di Giacomo Zito.

Da vedere.


Paola Aspri