IL
TRIO DEI PICARI ‘PRIMEDONNE’ CON L’OPERA
LIRICA
Irriverenti
e mai pentiti, i Picari fanno sul serio. Stavolta la potenza
caustica del trio degli ex allievi di Gigi Proietti prende
di mira il sacro tempio della lirica dove a farla da padrone,
spesso e volentieri, è la stazza grossa, non solo fisica
ma anche caratteriale, dei suoi protagonisti. Dal soprano
alle comparse fino ai loggionisti è un pullulare di
‘primedonne’.
"Tutta l’opera lirica in 90 minuti", lo spettacolo
più dissacrante e corrosivo della stagione, dopo una
sortita ai Castelli Romani, sbarca al Teatro Flaiano, dove
resterà fino ad aprile.
Dopo "Shakespeare per attori cani" e "Tutta
la Bibbia in 90 minuti", stavolta i Picari Augusto Fornari,
Roberto D’Alessandro e Marco Simeoli, applicano la loro
vis comica al mondo della lirica, mai prima d’ora svelato
nelle sue bassezze con cotanto ardimento.
"Lo spettacolo chiude una trilogia. Ci ha ispirato l’opera
lirica -racconta Marco Simeoli - perché l’Italia
da questo punto di vista ha un patrimonio che offre infiniti
spunti di parodia"
E l’approdo dei Picari al Flaiano non è casuale:
"In questo teatro di prosa propongono la piccola lirica,
l’opera ridotta, e non c’era discontinuità
di sorta a dissacrare un territorio avvolto da un velo di
seriosità e di ufficialità"
L’irrisione colpisce l’isterismo dei cantanti,
la megalomania dei registi a fronte di una irrimediabile precarietà
finanziaria, le scaramanzie e le forme esasperate di superstizione,
la saccenteria dei loggionisti.
E così può succedere che la Traviata, riveduta
e corretta dai Picari, è un’opera che una compagnia
sbandata ha messo su in modo allucinante e il loggionista
vendicativo non glielo perdona. Nel caso della Tosca, invece,
il riferimento è esplicito: il regista ‘sbanda’
tra scrupoli filologici smisurati (portare gli elefanti in
scena) e la passione per un Cavaradossi molto dotato fisicamente.
L’allestimento della Butterfly rimanda al teatro dell’Opera
di Pechino e la serva Suzuky diventa una moto giapponese.
Questa carambola indiavolata di citazioni, tra irruzione di
ballerini in tutù e parti cantate (Vissi d’arte
tratto dalla Tosca) da un soprano autentico, si conclude con
un medley, 7 minuti che racchiudono 25 opere. Alla fine tanta
irrisione finisce per essere un omaggio affatto retorico alla
lirica, che invoglia senza forzature né intenti pedagogici
chi non lo è ad appassionarsi e a diventare un melomane.
"Noi tre siamo prima di tutto degli appassionati dell’opera
lirica ma fino a qualche tempo fa ne sapevamo veramente poco
- racconta Marco Simeoli - abbiamo trascorso molto tempo ad
ascoltare le opere, a parlare con esperti, curatori di trasmissioni
radiofoniche e televisive".
E il risultato c’è: "Lo spettacolo è
gradito sia a chi conosce l’ambiente dell’opera
che ritrova tanti aspetti noti e mai raccontati, sia a chi
non ne sa nulla"
Tra l’ideazione, la scrittura e la realizzazione ai
Picari c’è voluto un mese di tempo per proporre
un’opera mai vista prima.
"Ma il nostro lavoro di lima è continuo e prende
spunto dalle reazioni del pubblico e dai suoi suggerimenti
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