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Il Giornale d'Italia - 17 Dicembre 2000


I PICARI CHE PRENDONO IN GIRO L’OPERA

 

Chi altri poteva "distruggere" l’opera lirica se non gli straordinari Picari, al secolo: Roberto D’Alessandro, Augusto Fornari e Marco Simeoli.? Dopo aver magnificamente dissacrato, nelle scorse stagioni, tutto quanto esiste di più inviolabile nel mondo dello spettacolo e non solo, da Shakespeare alla stessa Bibbia, i tre "mariuoli" si cimentano ora con la lirica, coinvolgendo come complice un vero soprano, Zoila Mendoza, dotato di un’inesauribile scorta di autoironia e di coraggio.
La "banda", spacciandosi astutamente per un trio di esperti (un francese, uno spagnolo e un tedesco, perché, dicono, gl’italiani, dell’Opera "se ne impippano") ci conduce in una surreale cavalcata attraverso tutti i classici, da Verdi a Puccini a Donizetti, puntando ironicamente l'indice sull'esilità delle trame e facendo elegantemente "carne di porco" di tic, manie e talenti, veri o presunti, di cantanti, registi e compositori. Non possono mancare e diatribe con i terribili "loggionisti", trasformate in vere e proprie sceneggiate napoletane con tragedia finale (degna della "Cavalleria Rusticana") dove il loggionista viene pugnalato a morte da tenore e baritono e, anziché defungere in tempi ordinari, ha il tempo di cantare una romanza, così come il dramma lirico impone, e confessare di essere autore degl’incendi del Petruzzelli e della Fenice: dati alle fiamme per impedire ai due cantanti di tornare ad esibirvisi. "Fate scagionare Pinto" sono le sue ultime parole. Un gioco di citazioni e contaminazioni continue da Sanremo a Figaro, dalla Traviata a Brecht e a Mario Merola, e il tutto sapientemente cucito con un ritmo non certo da teatro dell’Opera, quanto piuttosto da "vaudeville". Ancora una volta, i Picari dimostrano di essere tre magnifici attori per la loro capacità di trasformare tutto ciò che può esistere di barboso, pesante, paludato e "sacro" in qualcosa di leggero, piacevole, esilarante. Spettacolo geniale, assolutamente imperdibile e di altissimo livelli artistico e culturale.

 
Niki Marcelli