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Il Tempo - 9 Novembre 2001


“SHAKESPEARE PER ATTORI CANI” INTERPRETATO DAI PICARI


"E’ uno spettacolo che avrebbe forse bisogno di un po’ di lima questo “Shakespeare per attori cani”, al Teatro dei Satiri sino al 17 febbraio, ma è indubbio che, pur nell’eccesso di un’allegra ridondanza segnata a tratti da qualche caduta di ritmo, esso possiede una vitalissima e trascinante brillantezza capace di travolgere il pubblico in un mare di risate. Grazie alla verve lucidamente cialtrona e raffazzonata di quattro simpatici guitti, cresciuti in realtà alla grande scuola di Gigi Proietti, che sul palcoscenico inseguono, fra litigi e incomprensioni con un regista più ignorante e scalcinato di loro, dei fantomatici finanziamenti Cee e al tempo stesso la grande occasione, e forse l’ultima, della loro vita di interpreti pasticcioni e un po’ naif. La loro inesperienza del resto esplode ad ogni tratto, segnando all’interno dello spettacolo, diretto da Claudio Insegno, il leit motiv di una improvvisazione che, con funambolica agilità d’incoscienza spudorata e ingenua, s’inoltra fra le cupe tragedie del grande Bardo, saltando da Amleto a Machbeth, da Giulietta a Porzia e a Desdemona. Ma anche da Shakespeare a Cechov e alla Gatta Cenerentola, mentre sullo sfondo le immagini di storiche interpretazioni del Riccardo III o del Giulio Cesare, introducono le imprese dei quattro coraggiosi nel segno ironico di un impari confronto. E soprattutto sottolineano il tratto malizioso di una vis comica che si sprigiona inesauribile sul filo di una satira fortemente corrosiva e al tempo stesso dinamicamente affabulatrice e un po’ galeotta, pronta a cooptare sulla scena il pubblico stesso per sopperire alle esigenze di sterminate genealogie ed orchestrare estemporanei accenti di funeree prefiche. Mentre i due Picari Marco Simeoli e Roberto D’Alessandro, insieme ad Augusto Fornari anche autori del testo, si misurano, degnamente affiancati da Andrea Lolli, con l’acrobatica confusione di un’autentica carrellata shakespeariana. Al cui interno risalta per mobilità espressiva dei tratti e misurata concisione del gesto la figuretta minuta di Corinna Lo Castro, unica donna di un quartetto di travolgente generosità e di esilarante intelligenza."


A. Melilli