“SHAKESPEARE
PER ATTORI CANI” INTERPRETATO DAI PICARI
"E’
uno spettacolo che avrebbe forse bisogno di un po’ di
lima questo “Shakespeare per attori cani”, al
Teatro dei Satiri sino al 17 febbraio, ma è indubbio
che, pur nell’eccesso di un’allegra ridondanza
segnata a tratti da qualche caduta di ritmo, esso possiede
una vitalissima e trascinante brillantezza capace di travolgere
il pubblico in un mare di risate. Grazie alla verve lucidamente
cialtrona e raffazzonata di quattro simpatici guitti, cresciuti
in realtà alla grande scuola di Gigi Proietti, che
sul palcoscenico inseguono, fra litigi e incomprensioni con
un regista più ignorante e scalcinato di loro, dei
fantomatici finanziamenti Cee e al tempo stesso la grande
occasione, e forse l’ultima, della loro vita di interpreti
pasticcioni e un po’ naif. La loro inesperienza del
resto esplode ad ogni tratto, segnando all’interno dello
spettacolo, diretto da Claudio Insegno, il leit motiv di una
improvvisazione che, con funambolica agilità d’incoscienza
spudorata e ingenua, s’inoltra fra le cupe tragedie
del grande Bardo, saltando da Amleto a Machbeth, da Giulietta
a Porzia e a Desdemona. Ma anche da Shakespeare a Cechov e
alla Gatta Cenerentola, mentre sullo sfondo le immagini di
storiche interpretazioni del Riccardo III o del Giulio Cesare,
introducono le imprese dei quattro coraggiosi nel segno ironico
di un impari confronto. E soprattutto sottolineano il tratto
malizioso di una vis comica che si sprigiona inesauribile
sul filo di una satira fortemente corrosiva e al tempo stesso
dinamicamente affabulatrice e un po’ galeotta, pronta
a cooptare sulla scena il pubblico stesso per sopperire alle
esigenze di sterminate genealogie ed orchestrare estemporanei
accenti di funeree prefiche. Mentre i due Picari Marco Simeoli
e Roberto D’Alessandro, insieme ad Augusto Fornari anche
autori del testo, si misurano, degnamente affiancati da Andrea
Lolli, con l’acrobatica confusione di un’autentica
carrellata shakespeariana. Al cui interno risalta per mobilità
espressiva dei tratti e misurata concisione del gesto la figuretta
minuta di Corinna Lo Castro, unica donna di un quartetto di
travolgente generosità e di esilarante intelligenza."
A. Melilli
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